Un luogo dove la scoperta dei linguaggi dell’arte contemporanea convive con una meditata riflessione sulla cucina e le regole del suo procedere.
“Non si può parlare di cucina dividendola in innovativa o tradizionale, sarebbe come definire l’arte del seicento migliore di quella contemporanea: essa non può essere ridotta a un semplice aggregato di ricette, di tecniche, di gusti. La cucina è piuttosto scienza, dalla quale emerge la consapevolezza di trovarsi di fronte a qualcosa di assolutamente grandioso che si estende dalla molteplicità dell’ingrediente, a un campo d’indagine di infinità vastità; la cucina è teatralità, arte, perché è dell’arte il metodo scientifico, quella profonda sapienza che coniuga sentimento e linguaggio, esperienza e intuizione, in una dialettica che Jorges Luis Borges definirebbe come una moneta di ferro, quell’arte che Leibeniz chiamerebbe armonia prestabilita, che Einstein, dando consiglio a Plank, chiama Amore per la scienza, che ricerca quelle leggi elementari indispensabili all’uomo affinché esse formino un’immagine del mondo chiara e semplice, con lo scopo di cercare quella calma e quella solidità negate dal suo eterno avanzare. La stessa arte che appartiene a poeti, pittori, scultori, musicisti, pensatori e cuochi i cui fatti, le cui azioni, si legano a un luogo e a un tempo in cui esse accadono, alla loro visione che si rinnova e in virtù del sapere diventa reale e ripetibile”.
Andrea Benigni, chef Kristi Restaurant









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